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Nonostante le controverse
e inopportune leggi sulla pesca in Italia (ed in particolare
in Emilia Romagna), la pesca al Black Bass sta riscontrando
un successo sempre maggiore.
Tra pochissimo prende il via la nuova edizione
del Campionato Italiano di pesca al Black Bass con esche artificiali
da natante.
Il crescente numero di giovani appassionati a questa disciplina
ha fatto sì che i principali clubs italiani si adoperassero
per organizzare corsi di pesca per adolescenti; questo grazie
alla collaborazione e alla disponibilità di alcuni
Comuni e scuole.
Uno dei clubs più famosi in Italia ed in Europa è
il B.A.I.T. (Bass Anglers Italian
Team).
Esso, come il più recente Bass
World Club di Ferrara (vincitore del Campionato Italiano
1999), ha la propria sede in Emilia Romagna, regione in cui,
a causa di leggi inadeguate (per nulla modificate nei più
recenti aggiornamenti), è vietata la pesca da natante
nelle acque interne (presumibilmente perché nel dopoguerra
i pescatori con la barca erano per lo più bracconieri).
Oggi i ragazzi che crescono
con questa passione usano la tecnica del "Catch
& Release (cattura e rilascia)",
che i clubs di pesca promuovono continuamente per proteggere
una specie che dalle autorità non è assolutamente
tutelata.
Il Black Bass (o Persico
Trota) è presente nelle nostre acque da circa un secolo;
sicuramente questa lunga permanenza non lo rende autoctono;
con altrettanta certezza possiamo dire che la sua presunta
nocività (dichiarata da alcuni ittioligi) non è
mai stata dimostrata da nessuno, anzi sono molteplici le testimonianze
riguardo la presenza di grossi Lucci assieme a grossi Black
Bass nelle stesse acque (come tutti i vecchi pescatori ricordano),
mentre attualmente, nelle medesime acque, mancano entrambe
le specie, cosa che spinge appassionati di questa pratica
sportiva (che conta milioni di praticanti in tutto il mondo)
a recarsi tutti i fine settimana in altre regioni del nord
o del centro Italia, spostando interessi notevoli e non solo.
Occorre sottolineare come gli interessi economici spostino
facilmente le opinioni scientifiche: sarebbe molto interessante
sapere perché la vongola delle Filippine (presente
nelle nostre acque da pochi anni - per citare uno dei tanti
esempi) è considerata alloctona ma non nociva; essa
ha predominato sulle specie presenti nella sacca di Goro (su
oltre la metà di quelle autoctone) e dall'ente Parco
del Po.
Ci si chiede allora perchè il Black Bass, presente
nel Delta del Po da molto più tempo della vongola denominata
erroneamente verace, non sia considerato altrettanto non nocivo?!!
Confidando in una attenta riflessione da parte dei nostri
legislatori, per il momento notevoli sforzi vengono praticati
da centinaia di persone per salvaguardare un patrimonio ittico
allo sfascio.
Per ulteriori informazioni
potete rivolgervi ai seguenti Clubs:
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